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VINO DELLA SETTIMANA del 02/03/2000

Franciacorta Docg Extra Brut Il Mosnel

AZ. AGR. IL MOSNEL
Via Barboglio, 14 - 25030 - (BS)

di Franco Ziliani


Franciacorta Docg Extra Brut Il Mosnel

Vendemmia:

Categoria:
vino spumante Docg
Uve:
Chardonnay e Pinot bianco
Gradi: 12°
Prezzo: € 20.000

Anno dopo anno la Franciacorta dimostra chiaramente di meritarsi in pieno la definizione – piuttosto impegnativa, ma non irreale – di "piccola Champagne italiana". La qualità delle bollicine metodo classico prodotte in questa piccola zona in provincia di Brescia e la continua evoluzione di una storia produttiva iniziata circa quarant’anni fa, per opera di un personaggio, Franco Ziliani, (enologo e poi patron della Guido Berlucchi) di cui essere omonimi non può che farci enorme piacere, destano ammirazione in ogni osservatore, italiano o estero.


L’aspetto a nostro avviso più interessante e indicativo del panorama franciacortino d’oggi risiede però nella costante crescita del numero dei protagonisti, nel gap diventato sempre più ridotto ogni anno tra la qualità delle aziende storicamente leader (Cà del Bosco su tutte) e il livello qualitativo raggiunto dal plotone degli inseguitori, che oltre a farsi sempre più corposo cresce in aggressività, capacità progettuale, ambizione di superarsi.


Parlando con molta franchezza, mentre nelle altre zone spumantistiche italiane, Trento DOC in primis, le aziende produttrici di metodo classico di livello superiore si possono contare, talora con fatica (è il caso, ad esempio, dell’Oltrepò Pavese), sulle dita di una mano, in Franciacorta oggi due mani non bastano e ne sono necessarie quantomeno tre per comprendere tutti i protagonisti di questa pacifica, spumeggiante "rivoluzione".


Tra queste, accanto a nomi ormai diventati dei classici come Uberti (con il suo Magnificentia, il Cumarì del Salèm, il Terre di Franciacorta bianco Maria Medici), Cavalleri, Monte Rossa, che compongono la seconda forza dopo Cà del Bosco e (leggermente staccata) Bellavista, uno spazio via via crescente va acquistando, insieme a Villa, Gatti, Contadi Castaldi, una storica cantina di Camignone di Passirano, il Mosnel, che soprattutto nell’ultimo lustro ha compiuto un miglioramento davvero considerevole.


Condotta dalla famiglia Barboglio da oltre trent’anni e dotata di una quarantina d’ettari vitati allevati a cordone speronato nel territorio pedecollinare che circonda la bellissima tenuta dalle cantine cinquecentesche, l’azienda ha acceso il "turbo" quando ad Emanuela Barboglio si sono affiancati i figli Lucia e Giulio, forze ed idee nuove e tanta voglia di fare bene, oltre a collaboratori tecnici di rilievo come gli enologi Alberto Musatti e Luigi Biemmi. Ed i risultati non si sono fatti attendere, non solo nel campo delle "bollicine", ma anche nel settore, più difficile per la Franciacorta, dei vini fermi.


Totalizzando una produzione complessiva di 250.000 bottiglie, oggi il Mosnel può vantare al proprio arco una serie di "frecce" appuntite: dal Terre di Franciacorta rosso Fontecolo, una speciale selezione lungamente affinata, in legno ed in bottiglia, prima di essere commercializzata, al Terre di Franciacorta bianco Campolarga (per il quale chi scrive ha una particolare predilezione), all’I.G.T. Sebino Pinot nero (uno dei non molti Pinot nero franciacortini degni di quest’impegnativo nome), all’interessante Sebino passito da uve Chardonnay. Senza dimenticare altri vini ambiziosi, ma a nostro avviso ancora bisognosi di qualche ulteriore messa a fuoco, come il Terre di Franciacorta bianco "Sulif", uno Chardonnay in purezza in legno di stile borgognone, ed i due Terre, bianco e rosso "normali".


Lo zoccolo duro della produzione del Mosnel è però rappresentato dalle bollicine metodo classico, di cui sono attualmente realizzate quattro diverse versioni, differenti per stile, modalità produttive, ambizioni e prezzo, Brut, Extra Brut, Brut millesimato, e lo speciale millesimato 1990 Selezione 2000, 4000 bottiglie e 1000 magnum proposte, con notevole successo, per festeggiare l’arrivo del Nuovo Millennio.


Franciacorta tutti di notevole caratura e personalità, ma il vertice, Selezione 2000 a parte, è a nostro avviso rappresentato dall’Extra Brut, che oltre a presentare un ottimo rapporto prezzo – qualità, con un costo intorno alle ventimila lire, ha il pregio, non indifferente, grazie alle sue 15.000 bottiglie mediamente prodotte, di rappresentare non un vino "virtuale", ma un prodotto facilmente reperibile sul mercato.


Blanc de blancs prodotto dal 1980 con una cuveé di Chardonnay (60%) e Pinot bianco (40%), uve provenienti dai vigneti pedecollinari Larga vecchia, Larga, Mosnel, Camilì e Tesa posti in territorio di Monterotondo e Fantecolo, quest’Extra Brut lasciato a maturare 36 mesi sui lieviti ci convince pienamente non solo per il perlage elegante, sottile e persistente, per un accattivante e gioioso colore giallo paglierino di bell’intensità, luminoso e brillante, ma soprattutto per la sua straordinaria facilità di beva, per un modo diretto e convincente di presentarsi catturando subito il consenso del degustatore, pardon, del bevitore.


Ad un bouquet di bella complessità e pulizia, dove si colgono in sequenza note di fieno e fiori secchi, di frutta matura (soprattutto ananas e pompelmo), di miele d’acacia, fanno piacevolmente riscontro una bocca di buona ricchezza e cremosità, un’acidità molto calibrata, un nerbo sottile ma sapido e deciso, un saldo carattere che si traducono di una notevole persistenza, in un finale lungo, intenso, morbido e pulito. Finale che invoglia non solo ad abbinare quest’Extra Brut ad antipasti freddi, preparazioni a base di pesce (di lago e di mare), a primi piatti con verdure o con pesce (ad esempio un bel risotto con i gamberi, o degli squisiti tagliolini primavera con verdure come quelli che si possono trovare in marzo – aprile in una trattoria autentica come Le Rose di Salò – 0365 43220), ma a stappare senza preoccupazioni una bottiglia per concedersi il piacere, da soli o in lieta compagnia, di un paio di flûte di questo "Champagne" d’Italia denominato Franciacorta Docg.





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