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VINO DELLA SETTIMANA del 23/05/2003

Dolcetto di Dogliani San Matteo 2001 Eraldo Revelli

Az. Agr. Zidarich
Loc. Prepotto 23 - 34011 - Duino - Aurisina (TS)


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Dolcetto di Dogliani San Matteo 2001 Eraldo Revelli

Vendemmia: 2001

Categoria:
Vino rosso DOC
Uve:
Uve Dolcetto
Gradi: 13,5°
Prezzo: € 8 Euro

Se siete, come chi scrive, degli innamorati del Dolcetto, e amate quello vero, profumato di viole e di frutta, schietto, croccante, non contaminato dal legno francese e dal contributo, assolutamente privo di senso, nonché proibito, nel caso delle varie Doc di Dolcetto, di altre uve, questa piccola azienda agricola, Eraldo Revelli, che ho conosciuto al recente Vinitaly, fa assolutamente per voi.
La trovate a Farigliano, pochi chilometri dopo Dogliani, capitale dei molti Dolcetto piemontesi e località poco distante da Carrù dove ogni anno si celebra la sontuosa squisitezza del bue grasso di razza bovina piemontese e dove si officia il rito del bollito misto in ristoranti di sicura affidabilità come Il Moderno ed il Vascello d’oro. In questo piccolo borgo, che merita di essere visitato anche per lo splendido Santuario della Mellea di linea barocca, il vino e la gastronomia la fanno da padroni: è la sede dell’ottimo caseificio Occelli agrinatura, ospita la quarta domenica di giugno una fortunata “camminata del gusto” e l’ultima settimana di agosto la sagra “la festa del bon vin” dedicata al Dolcetto e proprio del Dolcetto di Dogliani, quello migliore, è una delle due capitali.

A Farigliano ha sede, ad esempio, la Cascina Corsaletto (tel.0173 76306 gillardi@gillardi.it) di Giovanni Battista Gillardi, gran virtuoso della fisarmonica e di suo figlio Giacobino, Giacu per gli amici (quorum ego), da cui arrivano Dolcetto di riferimento come il Cursalet ed il Vigneto Maestra ed il pregiatissimo Syrah Harys, ma anche la cantina di Eraldo Revelli merita doverose attenzioni.
Azienda a conduzione familiare (accanto al padre opera la giovane figlia Claudia), immersa nel verde e nella pace delle colline che formano l’incantevole paesaggio di Belvedere Langhe, in comune di Farigliano, nata nel 1930, conta su sette ettari di vigneto condotti con ogni cura riducendo al minimo i trattamenti e privilegiando il rispetto per l’ambiente (Reg. Ce 2078/92), attraverso lotte antiparassitarie biologicamente guidate e concimazioni organiche. Le rese sono molto contenute e le uve sono raccolte al grado di maturazione ottimale, sotto la guida di un enologo consulente serio e senza fronzoli, né sponsor, come Piero Ballario.

Quattro soli i vini prodotti e a parte una simpatica Barbera, denominata La Basarisca, (un modo tutto dialettale per indicare una ragazza furbetta e vivace), l’intera produzione è dedicata al Dolcetto di Dogliani, a ben tre Dolcetto, anzi, dotato ognuno di una propria personalità e di uno stile peculiare.
Molto simpatico e diretto, floreale, gradevolissimo e ricco di nerbo l’Otto Filari, ottenuto dai vigneti più giovani in produzione, assolutamente fragrante, di grande densità e succoso l’Autin Lungh, vinificato in acciaio ed elegantissimo, ma davvero super, uno spettacolo per il naso e per il palato, il Dolcetto di Dogliani San Matteo, ottenuto da uve provenienti da vigneti di quarant’anni esposti a sud e rigorosamente selezionate, vinificato in acciaio e parzialmente in grandi botti di rovere.

Un Dolcetto magnifico, che s’inserisce d’imperio nel Gotha dei miei Dolcetto prediletti e che mi ha colpito per la sua assoluta coerenza, il perfetto equilibrio tra le parti, la completezza, la sua capacità di essere contemporaneamente ricco e complesso, fresco e godibile, bellissimo bevuto giovane, di annata 2001, ma forse ancora più buono, come ho avuto modo assaggiando anche l’annata 2000, dopo un anno di affinamento in bottiglia che regala consistenza e plasticità al frutto.
Colore rubino violaceo squillante, vivo e senza improbabili sfumature melanzana, ha un naso stupefacente per spessore, varietà di sfumature, sapidità e freschezza, con note di mora matura, liquirizia che sfumano verso un sottobosco umido che vira verso il floreale ed esalta la viola e la mandorla.

In bocca il San Matteo, dal nome della chiesetta posta al limitare del vigneto, mostra una bellissima materia matura e serata, una splendida compattezza e dolcezza naturale di frutto, equilibrata e resa snella e lineare da un’acidità perfettamente calibrata e viva, che regala un finale lungo, incisivo e perfettamente pulito.
Non vorrei, ancora una volta, polemizzare con i signori responsabili della guida di Bra, ma non posso far proprio finta di vedere che nonostante scrivano che “ la famiglia Revelli produce Dolcetti di ottima qualità, a cominciare dal San Matteo 2001, dal colore intenso e dai profumi di frutti di bosco e fieno su sfumature cremose, pieno e largo in bocca” e gli assegnino un giudizio di “due bicchieri” (uno per l’Autin Lungh 2001), tutti presi ad elogiare e reggere la coda agli aspiranti Dogliani, per il momento ancora “Dolcetto di Dogliani” del clan Pecchenino – Caviola, (de gustibus !) hanno ritenuto di confinare l’azienda, (come hanno fatto con un altro ottimo dolcettista di Diano d’Alba, Massimo Oddero, creatore dell’ottimo Sorba), nel limbo triste delle “altre cantine”.

E’ una stravaganza, e un’ennesima incoerenza, che si commenta da sola ed è solo parzialmente mitigata dalla scheda puntualmente dedicata all’azienda dalla guida Veronelli, (che si dimentica però di giudicare e di assegnare una valutazione in centesimi al San Matteo), e da Duemilavini A.I.S., che distribuisce quattro grappoli al San Matteo 2001, riscontrando “note mentolate e di eucalipto che bene si amalgamano con profumi fruttati di prugna e amarena, ottima e piacevole persistenza gustativa, tannino elegante in buona armonia con la freschezza, persistenza finale morbida e lunga”, tre grappoli all’Autin Lungh e definisce “Eraldo Revelli vignaiolo serio e impegnato, i Dolcetto in costante crescita qualitativa, i prezzi buoni, i vini anche”.
Provi a cambiare consulente Revelli e chiamare anche lei in cantina l’abile e soprattutto amico degli “amici” Gepin Caviola, e vedrà che fior di scheda le regaleranno Piumatti & Co. ! Nell’attesa, ma chi se ne frega delle loro bizzarrie, come non esclamare che magnifico vino succoso e polputo, il San Matteo, quale ennesima conferma della grandezza di Dogliani e dei suoi Dolcetto, quelli veri, Dolcetto 100%, che non si mascherano fingendo di essere altra cosa!

Franco Ziliani
fziliani@winereport.com





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