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DICONO DI LUI del 08/02/2005

Grandi progressi per il Vino Nobile di Montepulciano secondo Elmundovino.com


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Articolo molto elogiativo per il Vino Nobile di Montepulciano Un paso más hacia la consagración, (Un passo avanti verso la consacrazione definitiva), pubblicato, a firma del più grande appassionato di vini italiani esistente in Spagna, il grande amico Juancho Asenjo (juanchoasenjo@telefonica.net), sul principale sito Internet di argomento vinicolo spagnolo: Elmundovino (www.elmundovino.com). Link diretto all’articolo

Riferendosi alle degustazioni di Vino Nobile 2001 e di Vino Nobile riserva 2000, Juancho osserva che “ il Vino Nobile di Montepulciano fu il primo dei grandi vini italiani ad accedere alla Docg nel 1980. Però è in questi ultimi anni che ha guadagnato in pieno il prestigio di cui gode e ha recuperato la sua propria identità e le glorie passate. Oggi il Vino Nobile non deve essere più considerato come il fratello minore del Brunello, del Chianti Classico e dei Super Tuscan e ha potuto conseguire quella personalità che gli faceva difetto. I prezzi sono sensibilmente inferiori a quelli dei vini delle zone confinanti ed il rapporto qualità prezzo è molto vantaggioso per il consumatore”.

Dopo aver informato che il disciplinare di produzione prevede la possibilità di aggiungere all’80% di Prugnolo gentile o Sangiovese un 20% di varietà autoctone e non, Asenjo annota con favore che “l’uso di queste varietà autoctone, come Colorino, Mammolo o Canaiolo nero, non è stato abbandonato come è accaduto con tanta frequenza nel Chianti, e queste uve continuano a far parte dell’assemblaggio finale, conferendo le loro caratteristiche e contribuendo a personalizzare il prodotto finale”.

Negli ultimi anni, continua il giornalista spagnolo, si è registrato il “trionfo dei nuovi cloni di Prugnolo gentile più idonei alla ricerca della qualità rispetto ai precedenti cloni, molto più produttivi. Il lavoro in vigna si è fatto più accurato, come le pratiche di cantina, con fermentazioni che non tendono più ad estrazioni estreme alla ricerca di un colore molto concentrato, ma al conseguimento di un’eleganza superiore. L’affinamento è migliorato grazie ad un uso del legno molto più razionale e meno esasperato. Si sono così ottenuti tannini meno aggressivi e un risultato finale che da maggior risalto al terroir e ai differenti microclimi su cui può contare questa terra benedetta”.

Secondo Juancho Asenjo l’assaggio delle due annate è stata un’eccellente opportunità per prendere atto dei cambiamenti che si sono registrati. “L’annata 2000 ha fornito riscontri migliori a quel che si potesse prevedere, senza mostrare troppi elementi di sovramaturazione o di ossidazione. Il 2001 si è mostrata un’annata di grande qualità nella maggioranza dei casi, e con un profilo aromatico ben distinto con note floreali, di terra baganata, funghi, tartufi, frutti neri maturi (ma non ridotti a marmellata), spezie fine ed un tocco minerale in bocca in grado da far trionfare l’equilibrio, un’acidità che dà vivacità, la piena maturità, un tannino vellutato anche se sempre presente senza sacrificare in alcun modo il carattere del Sangiovese. Vini strutturati oppure più leggeri, quasi sempre fini e alcuni di assoluta eleganza che non saranno di certo vini da degustazione, ma di grande piacevolezza nell’accompagnare un ottimo pranzo. Vini che si possono cominciare a bere già sin d’ora, ma che si conserveranno bene per diversi anni. Vini pensati per compiacere il consumatore e non per metterlo in difficoltà. Non sono mancati anche vini meno importanti all’aspetto, ma comunque vini di assoluta piacevolezza”.

Vini, prosegue, “di buona sostanza ed espressione, con pochi vini che presentavano evidenti difetti. La regolarità e la qualità stanno diventando prassi. Montepulciano attualmente non è una zona vinicola in cui trionfano i vini super concentrati, con un colore spaventoso, e non si assiste ad un uso eccessivo e fuori misura delle varietà internazionali che contribuiscono a modificare sensibilmente la personalità di una varietà come il Sangiovese, dotata di un carattere proprio e che rispetta, esaltando le differenze, il terroir toscano”.

A Montepulciano, continua Asenjo, ci si trova dinnanzi “ad uno stile che si muove tra la modernità ed il rispetto della tradizione, con produttori che usano barrique, altri che ricorrono a tonneaux di 5-600 litri, e altri che invecchiano i vini in grandi fusti di rovere di Slavonia. Guardando alla degustazione, va osservato che hanno ottenuto buoni risultati sia aziende conosciute poco conosciute al grande pubblico sia classici della zona, che non deludono e giustificano il proprio prestigio. Tra le delusioni, la Fattoria di Graziano Svetoni, solitamente un habitué dei vini di buon livello.

Molte aziende appartengono a gruppi che operano anche in altre denominazioni: La Braccesca (Antinori a Bolgheri, in Chianti classico, a Montalcino, in Umbría, Franciacorta e Piemonte...); Santa Venere (Triacca in Valtellina); Fattoria del Cerro (Saiagricola a Montalcino e Montefalco); Tenimenti Angelini (a Montalcino); Fassati (nelle Marche); Poliziano (nell’area del Morellino di Scansano)...”
Il giornalista spagnolo chiude il proprio articolo ricordando agli appassionati spagnoli i numeri del Consorzio Vino Nobile di Montepulicano, 222 produttori associati su un totale di 301, di cui 57 imbottigliatori (il 90% della produzione totale), 1270 ettari iscritti all’Albo, di cui una parte non ancora in produzione, 380 dei quali destinati al Rosso di Montepulciano e 400 al Chianti dei Colli Senesi.

A suo dire la “crisi attuale non ha colpito le vendite: 5 milioni di bottiglie di Vino Nobile vendute e un incremento del 5,3% nel Rosso. I prezzi nella maggioranza dei casi non hanno conosciuto modifiche ed il turismo vinicolo è cresciuto a Montepulciano grazie alla quantità di appassionati della Toscana che esistono al mondo”.
Da tempo, per il giornalista di Elmundovino, “parlavamo della progressione e del potenziale di sviluppo dei vini di Montepulciano e dobbiamo notare oggi che le linee che ne delimitavano il percorso sono state rispettate e l’obiettivo finale appare ogni giorno più vicino”.

Considerando le valutazioni, in ventesimi, fornite da Juancho Asenjo, va osservato che il punteggio massimo, per il Vino Nobile 2001, è stato di 16/20, con sei vini che hanno ottenuto 15,5/20 e sette a quota 15/20, mentre il punteggio minimo attribuito ai vini degustati è stato di 12,5/20. Tra le riserve 2000 un 16/20 per tre vini, un 15,5/20 e tre 15/20 sanciscono l’ottimo livello e la qualità dei vini degustati.
Ecco in dettaglio, le valutazioni, azienda per azienda, del collega spagnolo.

Vino Nobile di Montepulciano 2001
Fattoria del Cerro Antica Chiusina 16/20
Avignonesi 15.5/20
Dei 15.5/20
Fattoria La Braccesca Vigneto Santa Pia 15.5/20
Poliziano 15.5/20
Salcheto 15.5/20
Tenimenti Angelini Simposio 15.5/20
Bindella I Quadri 15/20
Boscarelli 15/20
Contucci 15/20
La Calonica 15/20
La Ciarliana Vigna Scianello 15/20
Tenimenti Angelini Tierose 15/20
Triacca Santa Venere 15/20
Cantine Innocenti 14.5/20
Carpineto Riserva 14.5/20
Fattoria del Cerro 14.5/20
Il Faggeto Pietra del Diavolo 14.5/20
Fossati Gersemi 14.5/20
Le Casalte Querce Tonda 14.5/20
Valdipiatta Vigna d’Alfiero 14.5/20
Fattoria La Braccesca 14/20
Fossati Pasiteo 14/20
Il Conventino 14/20
La Ciarliana 14/20
Poggio alla Sala 14/20
Podere San Giovanni 14/20
Romeo 14/20
Bindella 13.5/20
Canneto 13.5/20
Icario 13.5/20
Le Casalte 13.5/20
Nottola 13.5/20
Valdipiatta 13.5/20
Vecchia Cantina 13.5/20
Villa Santa Anna 13.5/20
Corte alla Flora 13/20
Graciano della Seta 13/20
Le Bèrne 13/20
Lodola Nuova 13/20
Fattoria di Gracciano Svetoni Torcal vanno 12.5/20
Fattoria di Palazzo Vecchio 12.5/20

Vino Nobile di Montepulciano 2000 Riserva
Avignonesi Riserva Grandi Anni 16/20
Dei Riserva Bossona 16/20
La Calonica 16/20
Carpineto 15.5/20
Fattoria del Cerro 15/20
Fossati Riserva Solarco 15/20
Canneto 14.5/20
Romeo Riserva dei Mandorli 14.5/20
Le Bèrne 14/20
Fattoria di Graciano Svetoni 13.5/20
Lodola Nuova 13/20
Poggio alla Sala 13/20





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