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DICONO DI LUI del 22/09/2004

Brunello di Montalcino 1999 sugli scudi per Wine Spectator


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Eccellenti notizie, dagli Stati Uniti, primo mercato estero in assoluto per questa prestigiosa denominazione, per il Brunello di Montalcino. Nel numero del 15 maggio della rivista statunitense The Wine Spectator (di cui si occupa, nel Franco tiratore anche lo scrittore polacco Marek Bienczyk), i Brunello di Montalcino della eccellente annata 1999, da poco entrati sul mercato Usa, ottengono numerosi e convinti consensi. Ben 42 vini ottengono punteggi dai 90 sino ai 98 centesimi, per prezzi che attualmente sul mercato americano vanno da un minimo di 45 sino a 150 dollari, con punte di 200 dollari per alcuni particolari cru e selezioni speciali (prodotte in piccole quantità) di alcune tenute prestigiose.

Nell’articolo a corredo del wine tasting, significativamente intitolato “Super Sangiovese: 1999 un’annata classica per il Brunello”, il responsabile dell’ufficio europeo della rivista, James Suckling, da anni residente in Toscana, in provincia di Arezzo, rende conto della sua degustazione bendata di più di 120 Brunello dell’annata 1999 e si definisce “estremamente impressionato dalla qualità complessiva dei vini”. A suo parere “il 1999 non raggiunge lo straordinario livello di qualità del 1997, ma ci va molto vicino”. E difatti assegna una valutazione di 97 punti a questa annata contro i 99 punti attribuiti al 1997. La differenza, per Suckling, sta in una “ampiezza, lunghezza e densità di frutto, in una finezza dei tannini e in una classe complessiva leggermente inferiore al 1997”.

Tuttavia, a suo dire, il 1999 “mostra un’impressionante ricchezza di frutto e dei tannini ben sostenuti: a tal punto che alcuni consumatori potranno preferire questo stile leggermente più ruvido. Ma, in definitiva, è come paragonare la seta (1997) al velluto (1999)”. Questa leggera differenza può essere attribuita a vari fattori, e forse al fatto che “nel 1999 i produttori abbiano lavorato meglio in vigna ed in cantina” e acquisito una maggiore abilità nel fronteggiare le particolari situazioni dovute alle ultime annate piuttosto calde a Montalcino.

A questo proposito Suckling riporta la testimonianza di un enologo consulente attivo in Toscana e nella patria del Brunello, secondo il quale “nel 1999 si è prodotta meno uva, con rese minori e quindi maggiore concentrazione nei vini. E poi sono entrate in gioco tecniche quali le micro-ossidazioni del mosto prima della malolattica per fissare il colore e avere un vino con tannini ben sostenuti ma levigati che apparissero dolci al gusto”. Inoltre, fa sempre notare il wine maker, con la vendemmia 1999 a Montalcino in molte aziende sono entrati in produzione nuovi vigneti, con cloni selezionati e moderni sistemi di allevamento, il che “ha certamente contribuito alla qualità delle uve”.
Secondo le testimonianze di alcuni produttori, come Roberto Guerrini patron della Eredi Fuligni, “la vendemmia nel 1999 è stata veramente favolosa, ponendo l’annata 1999 “al vertice della qualità”.

Con questi presupposti, il mercato del Brunello 1999 negli States, che assorbono oltre il 30% della produzione di questo “puro Sangiovese molto apprezzato dagli americani”, non può che avere ottime prospettive, visto che i prezzi sono rimasti sostanzialmente ai livelli (già piuttosto elevati) dei vini del 1997. A questo proposito Suckling riporta il punto di vista di alcuni importatori e distributori di aziende produttrici di Brunello negli States, come Neil Empson, che ricorda come si stia lavorando “a stretto contatto con i nostri fornitori per mantenere i prezzi allo stesso livello dell’anno scorso” quando i 1998, che Suckling giudica “deliziosi da bere ora, la migliore recente annata da bere, insieme al 1995 e al 1993”, si sono venduti “sorprendentemente bene”.

Circa i 1999, a causa del loro arrivo negli States “in quantità molto limitate, varianti dalle 200 alle 300 casse per singola azienda, e questo per una distribuzione in tutto il Paese”, Suckling consiglia, senza mezzi termini, di “acquistarli subito”, senza attendere che i prezzi salgano a causa della forte domanda e della ridotta disponibilità, come la dura e fredda legge del mercato prevede. Li consiglia perché, a suo dire, per il loro prezzo ed il loro valore rappresentano “il miglior Sangiovese che la Toscana abbia da offrire”.

Secondo il redattore di Wine Spectator gran parte del quantitativo di Brunello di Montalcino 1999 destinato agli States finirà nelle cantine dei migliori ristoranti, perché in America “giudicano il perfetto equilibrio di questi rossi ideale per l’abbinamento al cibo e particolarmente ai piatti a base di carne”. Kevin Vogt, sommelier capo e responsabile degli acquisti per una delle più rinomate steak houses, a Las Vegas, afferma che “quando un cliente mi chiede un consiglio per un vino rosso di livello top adatto ad accompagnarsi a succulenti piatti di carne, spesso propongo un Brunello 1997. I clienti lo apprezzano molto, trovandolo estremamente equilibrato e delizioso da bere e giudicandolo una piacevolissima, valida alternativa rispetto a molti potenti e strutturati vini californiani”.

In effetti, osserva Suckling, è questa “meravigliosa armonia tra frutto, tannini e acidità a rendere un grande Sangiovese così eccitante”. Si tratta sempre, osserva, di vini già “piuttosto pronti da bere quando arrivano sul mercato. Vini maturati per un minimo di due anni in legno, e ancora per due anni in bottiglia: una lunga maturazione che conferisce un maggiore equilibrio e un affinamento più compiuto rispetto a quello su cui può contare un Cabernet californiano o un Bordeaux, che in genere trascorrono due anni in barrique e altri sei mesi in bottiglia prima della loro spedizione”.

E’ questo uno dei punti di forza di questo classico vino toscano che ha saputo rinnovarsi pur mantenendo saldi legami con la tradizione: “oggi il Brunello ha una piacevolissima freschezza e un frutto ben espresso che conferiscono al vino una grande piacevolezza già in giovane età –osserva ancora Roberto Guerrini – I vini hanno un’acidità più bassa e tannini più morbidi”. Cosa verissima, dovuta anche all’andamento caldo delle ultime annate: resta solo qualche dubbio sulla tenuta nel tempo dei vini, forse inferiore, con queste caratteristiche, che nei migliori Brunello, destinati a durare decenni, del passato. Ma è un’obiezione che in questo clima da “easy drinking” e da consumo in tempi rapidi (nei ristoranti Usa oggi non si bevono i 1997 ?), forse, non ha particolarmente peso…

Giustamente Suckling ricorda che i Brunello delle annate più importanti hanno “ancora bisogno di un anno o due di bottiglia per potersi esprimere al meglio. I migliori 1997 sono ancora abbastanza chiusi”. Ma ci si può orientare, nell’attesa della piena espressione dei 1999, sui 1998, che al momento sono davvero equilibrati, godibili, in attesa dell’arrivo sul mercato delle riserve 1999 e dei 2000, un’annata che sicuramente godrà del favore della critica made in Usa e che verrà in qualche modo apparentata al 1997, ma che a parere di molti produttori che ho avuto modo di avvicinare a febbraio durante Benvenuto Brunello e durante una recente trasferta a Montalcino, non è certo al livello di questa classica, equilibrata annata 1999. Questo a luglio 1999. L’esperienza insegna che per il produttore tipo, la migliore annata è sempre quella che ha, in quel momento, in commercio: vedremo pertanto se nel 2005 avranno cambiato idea e valutazione sul 2000…

Franco Ziliani
fziliani@winereport.com

I Top Brunello 1999 secondo Wine Spectator

Azienda - Vino - Punteggio - Prezzo in dollari

Fanti - Brunello di Montalcino - 98/100 - 80
La Poderina - Brunello di Montalcino - 96/100 - 70
Siro Pacenti - Brunello di Montalcino - 96/100 - 75
Eredi Fuligni - Brunello di Montalcino - 95/100 - 76
Marchesi Frescobaldi - Brunello di Montalcino -Castelgiocondo - 95/100 - 56
Casanova di Neri - Brunello di Montalcino Tenuta Nuova - 94/100 - 64
Castello Banfi - Brunello di Montalcino - 94/100 - 75
Castello Banfi - Brunello di Montalcino Poggio alle Mura - 94/100 - 75
Donatella Cinelli Colombini - Brunello di Montalcino Prime Donne - 94/100 - 65
Valdicava - Brunello di Montalcino - 94/100 - 96
Fossacolle - Brunello di Montalcino - 93/100 - 65
La Poderina - Brunello di Montalcino Poggio Banale - 93/100 - 120
Lisini - Brunello di Montalcino - 93/100 - 67
Poggio Antico - Brunello di Montalcino Altero - 93/100 - 71
Tornesi - Brunello di Montalcino - 93/100 - 59
Antinori - Brunello di Montalcino Pian delle Vigne - 92/100 - 68
Argiano - Brunello di Montalcino - 92/100 - 66
Campogiovanni - Brunello di Montalcino - 92/100 - 49
Castello di Camigliano - Brunello di Montalcino - 92/100 - 58
Castello di Camigliano - Brunello di Montalcino Gualto - 92/100 - 90
Centolani - Brunello di Montalcino Pietranera - 92/100 - 68
Cerbaiola Giulio Salvioni - Brunello di Montalcino - 92/100 - 142
Gianni Brunelli - Brunello di Montalcino - 92/100 - 76
La Palazzetta - Brunello di Montalcino - 92/100 - 68
La Rasina - Brunello di Montalcino - 92/100 - 46
La Serena - Brunello di Montalcino - 92/100 - 75
Pian Cornello - Brunello di Montalcino - 92/100 - 66
Poggio Antico - Brunello di Montalcino - 92/100 - 71
Tenuta La Fuga - Brunello di Montalcino - 92/100 - 44
Agostina Pieri - Brunello di Montalcino - 91/100 - 50
Capanna di Cencioni - Brunello di Montalcino - 91/100 - 50
Castello Romitorio - Brunello di Montalcino - 91/100 - 50
Donna Olga - Brunello di Montalcino - 91/100 - 75
Il Poggione - Brunello di Montalcino - 91/100 - 61
Villa Poggio Salvi - Brunello di Montalcino - 91/100 - 65
Vitanza - Brunello di Montalcino - 91/100 - 68
Donatella Cinelli Colombini - Brunello di Montalcino - 90/100 - 52
Il Marroneto - Brunello di Montalcino - 90/100 - 70
La Fornace - Brunello di Montalcino - 90/100 - 65
La Torre - Brunello di Montalcino - 90/100 - 68
Palazzo - Brunello di Montalcino - 90/100 - 60
Solaria di Patrizia Cencioni - Brunello di Montalcino - 90/100 - 74





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