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NEWS DELLA SETTIMANA del 18/05/2000

Danneggiamenti alla Cappella del Barolo


Danneggiamenti alla “Cappella del Barolo” delle Brunate

Notizie di segno opposto in arrivo dalla Langa albese, la celeberrima regione piemontese zona di produzione di vini prestigiosi basati sul vitigno Nebbiolo, sul fronte della tutela del territorio da scempi di ogni tipo.

A Barbaresco, comune centro di produzione dell’omonimo vino, “fratello minore” del Barolo, l’amministrazione comunale, di cui è sindaco Giancarlo Montaldo, già direttore del Consorzio Barolo e Barbaresco e vice – sindaco Aldo Vacca, responsabile del mercato dell’ottima cantina sociale Produttori del Barbaresco, ha deciso di inserire nella variante del piano regolatore un preciso vincolo di salvaguardia delle aree vitate. La delibera approvata dal Comune si propone di preservare e difendere diversi versanti collinari particolarmente vocati e destinati alla coltura della vita dal pericolo di cementificazione e di crescite edilizie incontrollate. L’area protetta delimitata dal piano regolatore ricopre una vasta superficie di circa 200 ettari sui cui sarà vietata la realizzazione di nuovi edifici, ad eccezione di costruzioni interrate (cantine di vinificazione e invecchiamento dei vini) che siano esclusivamente pertinenti all’attività agricola, di cui la produzione vinicola è parte prevalente. Inoltre il piano regolatore prevede che sui fabbricati attualmente esistenti si possa intervenire solo con operazioni di ristrutturazione.


A pochi chilometri di distanza da Barbaresco, nel cuore dell’area di produzione del Barolo, nella frazione Brunate di La Morra ( che dà vita a celebri cru prodotti da aziende come Ceretto, Marcarini, Roberto Voerzio ) durante la notte tra mercoledì 3 e giovedì 4 maggio sconosciuti hanno danneggiato la “Cappella del Barolo” presentata lo scorso settembre dopo i restauri e gli interventi realizzati dai noti artisti moderni Sol LeWitt (statunitense) David Tremlett (inglese) promossi grazie al mecenatismo e alla sensibilità verso l’arte e la cultura dei fratelli Bruno e Marcello Ceretto, proprietari delle aziende vinicole Ceretto di Alba (produttori dell’Arneis Blangé, del Barolo Bricco Rocche, del Dolcetto d’Alba Rossana).

Come si può facilmente verificare collegandosi al sito Internet di Ceretto – www.ceretto.com che riporta numerose fotografie della cappella, l’intervento dei due artisti sull’ex cappella della SS. Madonna delle Grazie, una multicolore, fantasiosa e libera interpretazione di pavesiani “ fuochi e falò “ data dal concettualista LeWitt, giocata su con un effetto “arlecchino” finale, aveva suscitato molte discussioni e aperte polemiche. Alcuni l’avevano definita eccessivamente chiassosa e stridente con il paesaggio circostante e arlecchinesca a causa delle sue tinte forti e acide geometricamente contrapposte. Altri invece, molti commentatori di cose artistiche euomini di cultura intervenuti all’inagurazione (della cappella hanno parlato tutte le più importanti riviste d’arte internazionalI) l’avevano giudicata in grado di suscitare quelle emozioni che ogni autentica opera d’arte evoca, di “ spremere il succo di queste colline “ e avevano plaudito al coraggio dei fratelli Ceretto e alla forza della loro “provocazione” culturale.

Osservare la macchia di colore di questa cappelletta concettuale dove sensibilità e materiali diversi ( vetri di Murano, marmi di Carrara, i tessuti – la casula di un immaginario sacerdote – di Missoni, vernici appositamente realizzate in Olanda, la fantasia di due artisti cosmopoliti, la concretezza di due uomini del vino di Langa ) cercano di fondersi e di armonizzarsi, di rispettare uno spirito e un'atmosfera, una certa quale sacralità e bellezza dei luoghi, aveva, per contrasto, fatto emergere ancora di più l’autentico scandalo costituito dalla costruzione ai piedi della stessa collina, di un enorme nuovo capannone accusato da alcuni “di violentare le Langhe “, la nuova cantina della potente Terre da Vino di Moriondo nel torinese. E aveva fatto ricordare come sempre più spesso questo meraviglioso paesaggio di colline vitate, celebrato da grandi scrittori ed entrato nel cuore di visitatori di tutto il mondo che accorrono nell’area del Barolo e del Barbaresco non solo per la grandezza dei vini, per la squisitezza della cucina, ma per la sua stregante atmosfera venga sconciato da “ palazzine e cemento “, da insediamenti industriali ( anche in campo vinicolo ) che sebbene animati dalle migliori intenzioni ( creare nuovi posti di lavoro, consentire di produrre in modo più razionale e moderno, ecc. ) stravolgono letteralmente il paesaggio.

Cessate le polemiche la “Cappella del Barolo” era stata “accettata” dagli stessi vignaioli locali, notoriamente molto tradizionalisti e restii a capire le ragioni di un’operazione artistico-culturale di questo livello, e la costruzione a colori arlecchino era diventata uno dei punti di riferimento della Langa albese e meta di visite di curiosi, appassionati d’arte ed escursionisti.

Il danneggiamento notturno, giunto all’improvviso, e caratterizzato dall’asportazione di “porzioni di intonaco e di colore - una per ognuno dei sei colori - grandi all'incirca come palline da golf, nella parte posteriore e sul lato rivolto a La Morra, colpi dal colore bianco ben visibili, messi ancora più in evidenza dalla brillantezza dei colori utilizzati da Sol LeWitt sulle pareti”, anche se fortunatamente il danno non è irreparabile, fa discutere, per la totale gratuità e assenza di motivazioni del “gesto” e induce a riflettere sull’opportunità di consentire, come è stato fatto sinora, l’accesso libero alla costruzione. Da noi interpellata, Roberta Ceretto, responsabile dei progetti artistici della casa vinicola albese, ci ha dichiarato che “ nelle prossime settimane si provvederà a coprire i segni, ma resta un grande dubbio su come comportarci in futuro. L'intenzione del restauro della cappella voleva essere quello di creare un luogo particolare (discutibile a giudicare dalle opinioni di molti visitatori) dove la gente potesse godere del meraviglioso panorama delle colline di Langa ma inusuale e alternativo. Abbiamo volontariamente lasciato aperto l'edificio, affinché i curiosi, i turisti e gli appassionati di vino e di arte potessero godere e divertirsi come noi nel visitare questo piccolo gioiello dell'arte contemporanea. La nostra disponibilità è stata però delusa. Sarei molto dispiaciuta se in futuro fossimo costretti a recintare la chiesetta rendendola inaccessibile alle molte persone che sanno apprezzare iniziative come questa”. Non possiamo che condividere questo rammarico e sperare che lo stupido vandalismo di qualche imbecille in vena di bravate resti un episodio isolato e non pregiudichi la possibilità di visitare liberamente questa originalissima opera d’arte.

Franco Ziliani


Il Barolo 1996 alla ribalta – manifestazioni e iniziative

Dopo le degustazioni anteprima riservate ai giornalisti in Piemonte fervono numerose iniziative per la presentazione ufficiale della nuova annata del Barolo, l’ottimo millesimo 1996.

La prima, e la più importante, è in programma domenica 21 maggio nella cornice dell’Enoteca Regionale del Barolo ospitata nello splendido Castello Falletti di Barolo, con la presentazione e dedica ufficiale della nuova annata al celebre designer Giorgetto Giugiaro, che succede a Gino Paoli, dedicatario, lo scorso anno, del Barolo 1995.

La presentazione e proclamazione di Giugiaro quale testimonial dell’anno del Barolo avrà luogo alle 11, sarà seguito da un incontro con gli amici della Langa del Vino e alle 13 da un “Pranzo al Barolo” ospitato negli ambienti del Castello, al quale è possibile partecipare dopo prenotazione agli uffici di segreteria dell’Enoteca (tel. 0173 56277).

Da domenica 21 a sabato 27 maggio sarà poi possibile degustare i Barolo 1996 di tutti i produttori aderenti alla manifestazione, presso l’Enoteca del Castello, con orario 10 – 12.30 / 15.00 – 18.30.

I festeggiamenti in onore del Barolo, organizzati dall’Enoteca Regionale presieduta da Luigi Cabutto, rappresentante di tutti i sindaci dei 12 comuni compresi nel disciplinare di produzione del grande vino albese, si sposteranno poi, venerdì 26 maggio, a Torino, nella cornice di Palazzo Barolo in via delle Orfane 7, con la manifestazione il Barolo 1996 va a Palazzo, che prevede, con orario non stop 11 – 21.00 libere degustazioni, aperte al pubblico, dei Barolo dei produttori associati.


Mostra dei vini di Bolzano

Da martedì 23 a sabato 27 maggio appuntamento a Bolzano, presso la splendida cornice di Castel Mareccio per la 78a edizione della Mostra Vini di Bolzano, il classico appuntamento con i grandi vini dell’Alto Adige. In degustazione, tutti i giorni dalle 10 alle 23, oltre 323 vini proposti da 80 aziende produttrici. Per maggiori informazioni sito Internet www.mostravini.it


Appuntamenti di degustazione all’Enoteca Segreta di Verona

Martedì 13 maggio ore 21 – Freschi profumi e sapori di appassite dolcezze

Recioto…passito…vin santo: la tradizione rivisitata dell’appassimento alla “veronese”. Degustazione guidata da un esperto dei migliori vini bianchi dolci veronesi realizzati con l’appassimento delle uve – cortesie gastronomiche. Costo della serata £. 60.000

Venerdì 26 maggio ore 21 – Raffinatezze e complessità della leggerezza

Pinot nero d’Italia, di Borgogna e della California. Degustazione guidata da un esperto attraverso sei vini, per ossequiare la maestà di un vino tra i più difficili e pregevoli del mondo. Cortesie gastronomiche – Csoto della serata £.48.000

Martedì 30 maggio – ore 21 – Quando il Soave è soave – parte prima

Verticale del Soave classico superiore Salvarenza dei Fratelli Gini

Ancora una volta si dimostra come il vino sia strettamente corrispondente a colui che lo produce: la posata indole dell’origine contadina si amalgama in Sandro Gini con la raffinata cultura assunta in anni di studi e frequentazioni dei luoghi più gloriosi della sapienza del vino: esattamente quello che esprime questo sontuoso Soave.

Cortesie gastronomiche – costo della serata £. 48.000

Per iscrizioni ed informazioni (il numero dei posti è limitato) contattare Paolo Masotti presso l’Enoteca Segreta via Samaritana 10 – 37121 Verona – tel. 045 8015824 – fax 045 8043529 E-mail info@enotecasegreta.com
f.z.





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