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IL FRANCO TIRATORE del 09/08/2001

Cernilli difende Cotarella: excusatio non petita, accusatio manifesta


Beh, caspita, me la sono proprio voluta ! I miei recenti articoli dedicati alle stranissime sinergie tra produttori, enologi, importatori e stampa specializzata, italiana e statunitense, hanno puntualmente provocato, con un copione che in qualche modo ricorda il rituale stile Chicago anni Trenta o le purghe staliniane, la sdegnata scomunica e condanna dello Zdanov del giornalismo eno – gastronomico di casa nostra, il Robert Parker del Tufello, Daniele Cernilli.
Con un articolo pubblicato nello spazio della polemica della settimana della versione Internet del mensile Gambero Rosso www.gamberorosso.it (http://www.gamberorosso.it/girone_dei_golosi/vino/polemica/polemica.asp?id tutta pubblicità che offriamo gratuitamente) ed intitolato “Per fortuna che c’è il Riccardo”, il curatore della guida Vini d’Italia, con una sorprendente “excusatio non petita”, che fa pensare, come insegnano i latini, ad una “accusatio manifesta”, scende in difesa “dell’amico” enologo Riccardo Cotarella, denunciando “l’attacco costante di una parte della stampa minore del vino” che “si diverte a tirargli addosso palate di letame, sperando di farsi pubblicità e che qualche schizzo colpisca anche chi lo stima”.
Il Robert Parker der Tufello, con una procedura che qualifica perfettamente la sua cultura, i suoi metodi, il suo stile, il suo concetto d’informazione, evita accuratamente di indicare ai propri lettori chi sia il responsabile di tanto ardire, chi abbia scritto, dove ed in quale circostanza, che Cotarella farebbe parte “di una sorta di lobby” che unisce Leonardo Lo Cascio, importatore negli Stati Uniti, James Suckling, inviato in Italia di Wine Spectator, il Gambero Rosso, Slow Food, Robert Parker.
Con supremo fastidio, quasi si trattasse di un qualcosa che gli provoca ribrezzo e che con il suo silenzio pensa di esorcizzare, liquida WineReport ed il sottoscritto come “stampa minore”, con lo stesso procedimento altezzoso e razzista con il quale i nazisti ed il comunismo staliniano bollavano come “arte degenerata” la musica, la pittura e la letteratura moderna, gli espressionisti, Kokoschka, Stravinsky, Alban Berg, Webern. Solo perché non conformi all’estetica di stato dettata dal regime.
Lasciamo ai nostri lettori, che seguono con affetto WineReport e sostengono le nostre battaglie di verità contro i conformismi, le camarille, le pastette, gli intrecci d’interessi e le sinergie, (confessate e inconfessabili), che dominano nel mondo del vino e della cosiddetta informazione specializzata che vi assiste impassibile, pavida o complice, giudicare la qualità di un simile modo di fare. Che tracotante e tronfio, (perché chi diavolo ha deciso che il Gambero Rosso è grande stampa, stampa ufficiale e autorevole e WineReport invece solo stampa minore ?), autocelebrativo e autoreferenziale, non accetta il dibattito, ma preferisce bollare, scomunicare, mettere all’indice, chi si ostina a non cantare nel coro e preferisce pronunciare verità scomode (farsi nemici nel mondo del vino, per chi vive della propria scrittura e con il mondo del vino ha rapporti quotidiani, è davvero il modo migliore per complicarsi la vita…) andando controcorrente.
Cernilli, difendendo a spada tratta il suo amico Riccardo Cotarella, e parlando, senza esserne stato delegato, anche a nome di Veronelli, Wine Spectator, Parker, (aho’ nun t’allargà che scoppi !…), evita accuratamente di entrare nel merito di argomentazioni la cui fondatezza e liceità nemmeno il suo caro amico, Riccardo Cotarella, nel corso di recenti conversazioni telefoniche avute con il sottoscritto, ha ritenuto contestare. Dimostrandosi ancora una volta, (lo era già stato mesi fa protestando la purezza di un Taurasi, vedi caso curato da Cotarella e prodotto da un’azienda della scuderia Winebow… che al sottoscritto era parso stranissimo e terribilmente atipico vedi: http://www.winereport.com/winenews/franco.asp?Id=32&T=5 ), più realista del re, più tenace delle persone in cui difesa scende in campo, il Robert Parker de noantri, pronunciata un’appassionata professione di fede in Cotarella e nelle sue qualità professionali (che nemmeno io mi sento di contestare, anzi…) pensa di liquidare frettolosamente la faccenda tacciando di scarsa autorevolezza – “stampa minore” -WineReport ed il sottoscritto.
Prendo atto, e non mi offendo, perché se per essere liberi e senza padroni come siamo, indipendenti, coraggiosi e un po’ Don Chisciotte, come WineReport si ostina a rimanere, occorre pagare lo scotto di vedersi definire “stampa minore”, allora tutto va bene, no problem, “stampa minore” siamo e “stampa minore” vogliamo restare. Forti dell’affetto, del seguito, della considerazione, di tanti lettori che ci seguono, ci conoscono, ci apprezzano per la nostra professionalità ed esperienza data da 18 anni di attività nel mondo del vino, e che sicuramente non pensano proprio che abbiamo attaccato Cotarella (ma Cotarella è solo un anello di una catena più grande e la manifestazione più acuta di un fenomeno molto più esteso, che Cernilli ed il Gambero non condannano, vedi editoriale del Gambero d’agosto… http://www.gamberorosso.it/mensile/agosto01/editorialevino.asp ) allo scopo di farci e farmi “pubblicità”.
Vorremmo piuttosto ricordare al professorino del quartiere Prati che nella storia del Novecento, molti importanti cambiamenti sono stati introdotti da riviste “minori”, basta citare la Voce di Giuseppe Prezzolini, da cui sono nati sia il fascismo che l’antifascismo.
Lui ed il suo gruppo sono molto forti, e si ritengono invincibili, inattaccabili, onnipotenti. WineReport sarà anche “stampa minore”, ma si ricordi, caro distributore di bicchieri, che un paio d’anni fa a fare tremare l’uomo più potente del mondo, Bill Clinton, a portarlo sull’orlo dell’impeachement, a raccontare le bugie raccontate non solo a sua moglie Hilary, ma all’intera Nazione, non furono il New York Times, il Washington Post, o altri potentissimi quotidiani, bensì un irriverente giornalista, Matt Drudge, che con il suo sito Internet www.drudgereport.com (accidenti, un altro… report.com… ) raccontò al mondo l’affaire Lewinsky e le debolezze di un presidente. Stampa minore, certo, ma anche Davide, ogni tanto, riesce ad abbattere e sconfiggere Golia…

Il Franco tiratore







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