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IL FRANCO TIRATORE del 22/04/2005

Sforzato Cinque Stelle 2001: le guide lo esaltano, ma dai consumatori solenni bocciature


Ho letto sul numero 18 del bimestrale dell’A.I.S. della Lombardia, A.I.S. Lombardia news da poco pubblicato (leggi l'articolo), che il 24 febbraio e il 2 marzo “si è svolta a Villa di Tirano, presso il Ristorante Hostaria Tona, rigorosamente alla cieca, con compilazione della scheda a punti secondo la didattica AIS”, un’ampia degustazione dei giovanissimi, veri e propri “neonati”, Sforzato della vendemmia 2001, considerata un’annata eccezionale, per tutta la produzione dei vini di Valtellina, la prima con il riconoscimento della Docg.

La rivista racconta che “nella prima serata sono stati assaggiati e valutati i vini prodotti con la tecnica tradizionale, ossia macerazione lunga e affinamento in botte grande di rovere” e che “il secondo appuntamento ha invece consentito la degustazione dei cosiddetti innovativi, ossia gli Sforzato più “moderni” che hanno avuto maggiori “attenzioni” in cantina e sono affinati in piccoli carati di rovere”.

Dalla degustazione, cui hanno partecipato 52 sommelier o corsisti del 2° e 3° livello, è nata una graduatoria che “indica i risultati emersi dalla media dei punteggi dopo aver scartato i 5 più alti e i 5 più bassi”.
Ecco i risultati, riportati dalla rivista, suddivisi in due categorie, i vini di “tipologia tradizionale” e quelli di “tipologia innovativa”.

Tipologia tradizionale:
Casa Vinicola Triacca San Domenico 88,2
Rainoldi Aldo 86,4
Negri Nino 86,3
Nobili Nicola Montescale 82,4
Nera Pietro 81,2
Fondazione Fojanini 80,3
Fay Sandro 79,7

Tipologia innovativa
Prevostini Mamete Albareda 90,3
Marsetti Alberto 88,3
Rainoldi Aldo Fruttaio Cà Rizzieri 88,2
Nino Negri 5 Stelle 88,1
Conti Sertoli Salis Canua 86,4
Fay Sandro Ronco del Picchio 86,2
Caven Camuna Il Messere 83,8
Zanolari La Torre 80,2

Riordinando però le due classifiche e realizzandone una sola, in ordine di punteggio, dal più alto al più basso, emerge questa graduatoria finale:

01)Prevostini Mamete Albareda 90,3
02) Marsetti Alberto 88,3
03) Casa Vinicola Triacca San Domenico 88,2
03) Rainoldi Aldo Fruttaio Cà Rizzieri 88,2
05) Nino Negri 5 Stelle 88,1
06) Rainoldi Aldo 86,4
06) Conti Sertoli Salis Canua 86,4
08) Negri Nino 86,3
09) Fay Sandro Ronco del Picchio 86,2
10) Caven Camuna Il Messere 83,8
11) Nobili Nicola Montescale 82,4
12) Nera Pietro 81,2
13) Fondazione Fojanini 80,3
14) Zanolari La Torre 80,2
15) Fay Sandro 79,7

Leggendo i risultati emergono alcune evidenze, innanzitutto che in una particolare verifica come può essere una degustazione comparativa, gli Sforzato di stile innovativo affinati in piccoli carati di rovere, prevalgono sugli Sforzato prodotti con tecnica tradizionale, ossia macerazione lunga e affinamento in botte grande di rovere. 4 vini ai primi cinque posti della classifica, quasi un en plein interrotto solo dal San Domenico di Triacca.

La cosa sorprendente è che a prevalere, nettamente, è l’Albareda di un piccolo produttore come Mamete Prevostini, seguito dal vino di un altro piccolo produttore come Marsetti, dal vino di Triacca e dal Fruttaio Cà Rizzieri di Rainoldi. Solo al quinto posto, sorpresona (al quarto nella tipologia “innovativi), il 5 Stelle della Negri, un vino che sul sito Internet della Negri, alias Gruppo Italiano Vini (www.giv.it), così viene, con grande senso della misura, definito: “da anni considerato il re dei vini valtellinesi ed uno dei più grandi rossi d'Italia”.

Ma, mi chiedo, questo Sforzato 5 Stelle 2001 della Negri, (azienda che vede l’altro Sforzato prodotto solo all’ottavo posto di questa graduatoria), non è lo stesso vino che nell’edizione 2004 di Vini d’Italia, guida edita da Gambero rosso e Slow Food, “ha letteralmente strabiliato la commissione aggiudicandosi di slancio di Tre Bicchieri e meritandosi a giudizio unanime il premio di Vino Rosso dell’Anno” ? Non è lo stesso vino che gli autori della scheda relativa alla Negri esaltavano come “un vino di rara eleganza, dal colore granata intenso e dai profumi di prugna sotto spirito, di cacao, con note dense di more e di ciliegie nere. Il sapore è potente e continuo, avvolgente, di grande materia e di sorprendente morbidezza” ?

Ebbene sì, è proprio lo stesso identico vino, solo che sottratto all’abbraccio protettivo di una guida come Vini d’Italia e consegnato, senza difese, al giudizio dei consumatori, di quel particolare tipo di consumatore che è il sommelier, il frequentatore di un corso A.I.S., o un semplice appassionato pagante, (quello che il vino lo beve solo se sborsa soldini per aggiudicarsi la bottiglia), il “mitico” 5 Stelle 2001 in qualche caso finisce con l’apparire molto meno mitico e strabiliante di come era stato presentato al colto e all’inclita.

Va anche detto che questo “incidente di percorso” non è il primo che capita al “Vino Rosso dell’Anno” di Vini d’Italia 2004, (una proclamazione che grida letteralmente vendetta al cospetto di Bacco !), perché anche in una recente degustazione, Vini di sera: vini da appassimento, protagonisti vini della Valpolicella e della Valtellina, organizzata il 18 febbraio, dall’Associazione Quinto Miglio, che organizza degustazioni, incontri, eventi per appassionati del vino della provincia di Milano (www.quintomiglio.com), il Cinque Stelle, non è andato benissimo, anzi, come raccontano le cronache, “il meno apprezzato dei vini della serata è risultato essere, a sorpresa, lo Sforzato 5 stelle di Nino Negri 2001 (ovvero il vino più costoso della serata)”.

Che dire, se non che questi incidenti di percorso e queste manifestazioni di un diverso pensare e sentire, da parte degli appassionati, rispetto al trionfo riservato al vino da Vini d’Italia, incrinano in qualche modo e fanno sembrare meno straordinario il sottile capolavoro di diplomazia e di corrispondenza d’amorosi sensi costruito, con sapienza gesuitica, sull’asse Lecco-Chiuro in Valtellina-Sondrio-Calmasino-Roma-Bra?

Il franco tiratore
francotiratore@hotmail.it





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