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IL FRANCO TIRATORE del 19/12/2003

San Giustino Valdarno capitale del vino toscano secondo Wine Spectator


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In questi giorni, nei panni, non sempre comodi, del Franco tiratore, mi sono più volte chiesto come prendere congedo dai miei dodici lettori 12 a fine 2003. Molte le soluzioni possibili, magari corredate da una vaga promessa di diventare meno “cattivo” nel 2004, ma alla fine mi sono deciso a darvi arrivederci al prossimo anno con un breve commento sull’annuale classifica dei Top 100 di Wine Spectator. Un “evento”, così lo chiamano, e così anch’io, colpevolmente, per anni l’ho definito, un gioco che se poteva avere un senso dieci anni fa, oggi meriterebbe solo, da parte dei commentatori più coscienziosi, di essere ignorato, come una cosa inutile.

Del tutto superfluo, ad esempio, raccontare che al primo posto di questa classifica, del tutto opinabile e discutibile, e tutt’altro che autorevole o prestigiosa, si sia classificato un Merlot californiano, seguito da un Saint-Estèphe, da un vino cileno, e quindi, secondo una logica eno-geopolitica assolutamente politically correct, da un australiano, da un Porto, da un Riesling tedesco, ecc.
L’ho già scritto, e a chiare lettere, più volte: dietro agli alti punteggi, al successo mediatico che taluni vini italiani, e non, ottengono negli States, sono persuaso non ci sia solo l’indubbia buona qualità di molti di quei vini, ma anche un efficace lavoro di pubbliche relazioni e un vero e proprio feeling, una… “corrispondenza d’amorosi sensi”, tra giornalisti – wine writer, importatori attivi oltre Oceano, enologi e testate in lingua inglese che il consumatore americano sono in grado di influenzare.

Non ho alcuna difficoltà, pertanto, a parlare di uno stretto legame (e che nessuno, per favore, si azzardi a parlare di “conflitto d’interessi” !), tra mondo del giornalismo e mondo della produzione e del commercio del vino, tra chi scrive di un vino, e si spera lo faccia in perfetta buona fede, solo perché convinto delle qualità organolettiche di quel vino e del valore del produttore, e chi invece quel vino si occupa di distribuire e commercializzare all’estero, soprattutto in quell’universo, affascinante e difficile, che sono gli Stati Uniti del dopo 11 settembre.

Rimanendo alla Top 100 di quest’anno, che registra la presenza di 15 vini italiani in classifica, contro i 21 dello scorso anno, cinque piemontesi, di cui quattro Barbaresco e un Barolo, due veneti, e otto toscani (di cui tre Brunello di Montalcino, un Chianti Rufina, un Carmignano, due Chianti Classico riserva e un Super Tuscan), oltre a segnalare che, incredibilmente, dai top 100 è assente monsù Angelo Gaja, il produttore numero uno d’Italia, almeno secondo le guide di casa nostra edizione 2004, e che in classifica, con una decisione quanto meno bizzarra, contro un solo Barolo 1999 (annata straordinaria per questo vino) compaiono ben quattro Barbaresco 2000, vorrei limitarmi a fare una domandina del tutto innocente, anche se non so quanto in sintonia con il Natale alle porte.

Mi chiedo: é solo per un fortuito caso della sorte che l’unico vino italiano che compare nelle prime dieci posizioni della Top 100 di Wine Spectator, sia un vino, l’Oreno 2001, Super Tuscan a base Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot, prodotto dalla Tenuta Sette Ponti fondata nel 1997, con sede proprio in quella ridente e amena località, San Giustino Valdarno in provincia di Arezzo, dove vive e opera da alcuni anni il responsabile dell’ufficio europeo di Wine Spectator, Mr. James Suckling ? Come si spiega il fatto che secondo il noto wine writer statunitense, aretino d’adozione, la provincia di Arezzo, dove ha sede un’altra azienda, Fattoria Petrolo, che tanto ha dimostrato di stargli “nel core”, sia diventata la nuova capitale, la Mecca del vino toscano ?
Forse, come diceva Bob Dylan, “the answer, my friend, is blowing in the wind”… Buon Natale cari lettori !

I vini italiani nella Top 100 di Wine Spectator 2003
10° Oreno 2001 Tenuta Sette Ponti
23° Barbaresco Basarin 2000 Moccagatta
27° Brunello di Montalcino 1998 Casanuova delle Cerbaie
32° Barbaresco Vigneto Brich Ronchi 2000 Albino Rocca
34° Barolo Pajana 1999 Domenico Clerico
45° Chianti Rufina Montesodi 2001 Marchesi de’ Frescobaldi
52° Brunello di Montalcino Ugolaia 1997 Lisini
58° Palazzo della Torre 1999 Allegrini
61° Soave Classico Superiore 2001 Gini
68° Carmignano Conte Contini Bonacossi 2000 Capezzana
75° Chianti Classico Riserva 1999 Castello di Querceto
90° Chianti Classico Riserva 2000 Castello di Volpaia
94° Barbaresco 2000 Batasiolo
97° Barbaresco Vigneto Marcarini 2000 Cantina Vignaioli Elvio Pertinace
98° Brunello di Montalcino Vigna di Pian Rosso 1998 Ciacci Piccolomini d’Aragona

Il Franco tiratore





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