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LIBRI del 11/05/2001

Un libro in difesa del Tocai


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Un libro in difesa del Tocai

Editore:Edizioni della Laguna

Negli ultimi tre secoli molta confusione è stata fatta tra due vini quasi omonimi, ma diversi per l’origine, il metodo di vinificazione e le caratteristiche: Tocai (friulano) e Tokaj ungherese. Il nostro vino, che nei documenti più antichi si chiamava Toccai, già nel settecento lo troviamo scritto Tokai o Tokay, forse per la fama conquistata in Europa da quello ungherese, e appena negli anni ‘30 del novecento si decise di chiamarlo Tocai friulano. Si sono altresì scritti capitoli di storia vitivinicola attribuendo origine ungherese al nostro e origine italiana a quello ungherese.

Oggi pare fugato ogni dubbio sulla primogenitura del Tocai, o meglio del monovitigno con cui si produce il Tocai friulano! "VITTI DI TOCCAI... 300" - Una dote seicentesca come documento probatorio nel terzo Millennio è il titolo del volume che gli studiosi goriziani Cristina Burcheri e Stefano Cosma hanno realizzato in un paio di mesi, dopo approfondite ricerche condotte nelle biblioteche e negli archivi di Gorizia, Trieste e Udine e nel Catasto fondiario di Cormòns. Il libro, delle Edizioni della Laguna, sarà presentato al pubblico venerdì 11 maggio, alle 17.30, al Castello Formentini di San Floriano del Collio. La presentazione sarà affidata a un ospite d’eccezione che ha pure curato la prefazione al libro: il giornalista Luigi Veronelli, firma del Corriere della Sera, una vita dedicata al settore vinicolo e strenuo difensore del nome Tocai che l'UE vorrebbe assegnare all’Ungheria in via esclusiva a partire dal 2007.

A spazzare via qualsiasi dubbio basterebbe quanto scritto nel libro: il racconto di Aurora Formentini che nel 1632 per sposare il conte ungherese Adam Batthyany, portò in dote anche "300 Vitti di Toccai"; le testimonianze dell’esistenza, tra il ’700 e il ’900, di appezzamenti di terreno e di un rio denominati Toccai nelle campagne di Mossa e San Lorenzo, l’epilogo della causa intentata da una ditta ungherese ai baroni Economo, proprietari di un’azienda agricola ad Aquileia, e da questi vinta nel ’62. E molte, moltissime altre notizie ancora, frutto delle ricerche dei due studiosi e corredate da immagini, stampe, ritratti e, naturalmente, dalla riproduzione del famoso documento. Alla battaglia per la difesa del Tocai friulano non hanno esitato ad associarsi anche l’assessore regionale all’agricoltura, Aldo Ariis, e l’assessore alla cultura del Comune di Gorizia, Antonio Devetag, che, nelle rispettive introduzioni al libro, si sono dichiarati solidali con le istanze di chi chiede la revoca della decisione europea di privare l’Italia dell’etichetta Tocai.

Ricette ed abbinamenti gastronomici chiudono la pubblicazione, ma anche la serata, che si concluderà con un rinfresco a base di Tocai friulano offerto dai viticoltori di San Floriano e di specialità gastronomiche sapientemente abbinate al vino.





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