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LE TEMPS RETROUVÉ del 22/09/2004

Lopez de Heredia: grandi Rioja che fermano il tempo


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Questa di "Le temps retrouvè" è un edizione molto particolare resa possibile grazie alla gentile concessione di Franco (Ziliani) che pure deve aver avuto qualche perplessità iniziale prima di darmi il suo benestare. Infatti non parlerò di un vino ritrovato in una cantina buia piena di polvere e di ragnatele bensì di vini che per scelta del produttore vengono immessi sul mercato a molti anni di distanza dall'epoca di vendemmia. E' tutto ciò avviene indipendentemente dal colore del vino cioè indiscriminatamente sia che si tratti di bianchi che rossi o perchè no rosati. In Italia solo Edoardo Valentini e pochi altri illuminati artigiani del vino fanno, più o meno, lo stesso. Concorderete tutti che commercializzare ora un rosato del 1993 (ad oltre dieci anni dalla vendemmia) sia quanto meno stravagante, sicuramente affatto usuale, così come imbattersi in un listino che propone solo adesso sul mercato un vino bianco, seppur una riserva, del 1981...

Avevo sentito parlare tanto dei vini di Lopez de Heredia e non essendo importati in Italia ho dovuto rivolgermi direttamente all'azienda per poterne acquistare una piccola campionatura. A questo proposito vorrei subito rassicurarVi sul fatto che questi vini, nonostante siano molto ricercati e nonostante siano sottoposti ad un lunghissimo invecchiamento presso la cantina stessa del produttore, non hanno un prezzo particolarmente elevato in rapporto alla qualità e alle suggestioni che esprimono una volta
liberati nel bicchiere. E' inutile negarlo di fronte a vini del genere la suggestione ed il fascino dell'inconsueto giocano, comunque, un ruolo determinante.

Lopez de Heredia Vina Tondonia è, però, prima di tutto un'azienda storica nel cuore della regione spagnola più blasonata per la produzione di vini: la Rioja. La cantina fu fondata nel 1877 alla periferia nord della città di Haro da Don Lopez de Heredia. Don Lopez era un intraprendente uomo d'affari convinto a voler e di poter produrre i migliori vini di quella regione. Era, senza dubbio,in tal senso un visionario. Decise, infatti, intelligentemente, di costruire la sua piccola cantina in modo da poterla ingrandire di volta in volta senza problemi. E così fu. Prima comprò un vecchio granaio, poi, successivamente, ne trasformò le stalle. Quindi acquisto l'intera strada adiacente alla tenuta. Il tutto fu, infine, riunito sotto un unico tetto ed attrezzato al meglio. Lunghissime cantine furono scavate nella roccia per poter ospitare le botti e le bottiglie. Stiamo parlando di circa 4 chilometri di gallerie sotterranee in grado di assicurare condizioni di temperatura ed umidità pressocchè perfette per l'invecchiamento e l'integrità dei vini. Quando, intorno al 1870, la fillossera colpì la Francia, ci fu la svolta. Alcuni produttori di Bordeux cominciarono a guardarsi intorno con l'intenzione di selezionare aree alternative per la produzione di vino. Scoprirono, in questo modo, la Roja e la bodega di Lopez de Heredia.

L'arrivo dei francesi favorì l'introduzione in azienda del rovere per l'affinamento dei vini. Da allora ad Haro il tempo sembra essersi fermato. Oggi, come nel 1877, si continuano a svolgere le stesse attività e gli stessi procedimenti di un tempo in maniera quasi maniacale ed immutabile. Lopez de Heredia è l'ultima vineria rimasta in tutta la Rioja a produrre le proprie botti. Proprio così ! Barriques e botti grandi fatte in casa anche se, soprattutto, con rovere americano. Onde poter garantire la continuità di questa bellissima tradizione c'è un vero e proprio programma di apprendistato, praticamente senza fine, al quale vengono sottoposti tutti i giovani volenterosi di apprendere l'arte del mastro-bottaio. E'questo l'unico modo, tra l'altro, per esser sicuri di avere botti sempre con le medesime caratteristiche. Il vino viene travasato sfruttando la sola forza di gravità, per caduta e pompato a mano nelle botti. Poi "è solo una questione di tempo". Eccoci dunque ritornare al cuore della filosofia aziendale al quale ho fatto riferimento introducendo questa rubrica, questa azienda ed il perchè di una tale accoppiata. E' solo una questione di tempo...

Le vigne da cui nascono i vini, tutti vinificati per cru, circondano il fabbricato principale e sono talora attraversate, talvolta solo sfiorate dal fiume Ebro: Gravonia, Cubillo, Bosconia e Zaco. Le cantine contengono vini a partire dal 1877 fino al 1963. Maria Jose Lopez de Heredia è l'enologo di famiglia che cura tutta la produzione aziendale. In realta è solo una degli enologi che lavorano in azienda anche se tutti gli altri lavorano in team seguendo attentamente le sue direttive. Direttive che possono essere così sintetizzate: fare tutto esattamente come 127 anni fa rispettando ossequiosamente la tradizione. Le uve utilizzate per il Viña Tondonia bianco sono per la maggior parte Viura, con l'aggiunta di piccole percentuali di Malvasia e Garnacha Bianca.

Le uve, invece, per il Viña Tondonia rosso sono principalmente il Tempranillo, con un saldo più sostanzioso di Garnacha, Mazuelo e Graciano. Le percentuali rispecchiano quelle classiche utilizzate negli uvaggi della Rioja. L'ossatura dei rossi è quella provvista dal Tempranillo dal momento che è l'uva dotata di miglior equilibrio. La gradazione alcolica è, invece, da imputarsi al Garnacho mentre l'acidità ed il colore sono da attribuirsi alle uve Graciano e Mazuelo. In particolare le uve Graciano e Mazuelo, arrivando raramente a completa maturazione, sono caratterizzate per l'elevato contenuto in acidità. I tini in cui avviene la fermentazione di tutti i vini, senza distinzione, hanno una età media di cento (100) anni. Si tratta di legni spagnoli, slavi, americani e francesi. Le Gran Reserva sono prodotte solo nelle annate che lo consentono e da una selezione solo delle migliori uve.

Tutti i vini Gran Reserva, sia bianchi che rossi, sono invecchiati per sette, talvolta otto, anni. I continui travasi consentono una lenta ma assolutamente naturale chiarifica dei vini. Solo all'ultimo, prima dell'imbottigliamento, ha luogo una vera e propria chiarifica con il classico bianco d'uovo. I vini sono imbottigliati a mano direttamente dalle botti!!!. Le Riserve hanno un periodo d'invecchiamento minore di soli quattro anni e solitamente non passano in botte piccola ma vengono imbottigliate direttamente dalle botti grandi. Solo il 20% delle botti, di piccola e media capacità, sono nuove, mentre un 40% sono botti rigenerate ed un 40% vecchie di 20/25 anni d'età. Il vino fiore viene solitamente prima affinato in botti nuove e successivamente travasato in legni più vecchi.

Per i vini bianchi, che trascorrono nel rovere lo stesso tempo dei rossi, sono utilizzati, invece, solo botti usate. Tutte le bottiglie sono chiuse con un lungo tappo di 55 mm. Le Gran Reserva sigillate con la ceralacca. Le Gran Reserva trascorrono, solitamente, ulteriori 6/7 anni in bottiglia. Facendo due calcoli questa tipologia viene immessa, dunque, "naturalmente", sul mercato quasi a vent'anni dalla vendemmia. I vini arrivano al consumo quando ritenuti pronti anche se ciò non vuol dire che non siano suscettibili di ulteriore invecchiamento "domestico", l'importante è , come sempre, fare attenzione nella conservazione. Senza dilungarmi oltre e prima di addentrarmi nelle note di degustazione del vino che ho selezionato per Voi vorrei fare un'ultimissima annotazione che può esser considerata valida un pò per tutti i vini della produzione di Lopez de Herdia.

Vorrei sottolineare come, proprio per le particolarissime tecniche produttive e di affinamento, si debba tener presente che certi lievissimi difetti tecnici, categoricamente catalogati come errori di vinificazione in un manuale di enologia, possono, invece, in questi vini regalare struggenti emozioni ad un fortunato e sensibile degustatore.
Io, visto l'estate appena trascorsa all'insegna dei rosati, ho deciso di parlarVi del Rosado Creanza 1993 (€7,75+trasporto dalla Spagna) che potrà essere degno compagno delle imminenti serate autunnali servito a temperatura, rigorosamente, ambiente.

Al naso nonostante i sentori piuttosto evidenti ed inequivocabili è tutto tranne che un vino ossidato, casomai dovremmo dire inossidabile (vi è una bella differenza!). Ha un'evoluzione nel bicchiere spettacolare: piccoli frutti a bacca rossa, cioccolata bianca, arance amare e spezie orientali. Al palato e ad un naso tanto ricco che, a tratti, può risultare finanche pesante, fanno da contraltare una salinità ed una acidità commoventi che insieme ad una delicata alcolicità ne garantiscono la bevibilità ed una incontestabile piacevolezza. Se volessimo tradurre in poche parole questi concetti direi che si tratta di un vino allo stesso tempo da bere e da degustare, per chi non vuole rinunciare ad un'espressione ricca di carattere e complessità senza però per questo sacrificare la beva.

Spero che prima o poi qualcuno si decida ad importare, finalmente, i vini di Lopez de Heredia anche in Italia sforzandosi di spiegarne le peculiarità produttive ed illustrando le particolarissime caratteristiche organolettiche dei vini stessi, per farci conoscere, insomma, una pagina di storia e tradizione della più alta enologia iberica.
Rioja felix a tutti !
Fabio Cimmino
fcimmino@winereport.com

BODEGAS R.LOPEZ DE HEREDIA VINA TONDONIA
AVENIDA VIZCAYA, 3
TEL.00941310244
FAX:00941310788
www.lopezdeheredia.com
bodega@lopezdeheredia.com





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