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LA DEGUSTAZIONE del 07/05/2001

Chardonnay Löwengang Alois Lageder


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Degustazione verticale annate 1984 – 1990

All’inizio degli anni Ottanta quando un drappello ristretto di aziende vinicole italiane lungimiranti decisero di lanciare la grande rivoluzione della qualità, lo Chardonnay "barricato" stile borgognone, prima che californiano, ha rappresentato uno degli strumenti privilegiati, delle grandi "scommesse" utili a consentire ad un produttore di creare un "caso" e di farsi notare.

Basta citare il magnifico Gaia e Rey di Monsù Angelo Gaja, il vino di Cà del Bosco (vedi la nostra recente verticale www.winereport.com/winenews/result.asp?Id=301&T=10 ), il Marzocco di Avignonesi, i Sistri della Fattoria di Felsina per capire con quale solerzia case importanti e ambiziose attive in Piemonte, Franciacorta, Toscana si siano sforzate di realizzare un vino dichiaratamente di stile internazionale che potesse piacere anche ai più ambiziosi consumatori esteri.

Al ristretto gruppo di questi pionieri impegnati a dare vita ad un nuovo modello di Chardonnay made in Italy va sicuramente aggiunto un altro nome, che da tempo rappresenta un’assoluta garanzia in quella dinamica terra chiamata Alto Adige. Stiamo parlando della Tenuta Löwengang di Alois Lageder a Magré. Fu difatti nel 1984, dopo alcune prove di cantina del 1982 / 1983, con le prime 4000 bottiglie, cresciute progressivamente sino a diventare 35 mila con l’annata 2000 che fece la sua comparsa sul mercato lo Chardonnay Löwengang, espresso da un vigneto vocatissimo posto tra 260 e 450 metri su un terreno calcareo sabbioso e ciottoloso, posto nel conoide alluvionale tra Magrè e Salorno e dotato di un microclima speciale che prevede una notevole escursione termica tra il giorno e la notte. Il Löwengang è un vino che in vent’anni di storia non ha cambiato molto la sua identità e la sua "confezione" tecnica: affinamento di dieci – undici mesi in piccoli fusti di rovere francese per un terzo nuovi, un terzo di primo passaggio ed un terzo di secondo passaggio, dal 1990 – 1991 prevalentemente Taransaud, con tostatura media che non ceda sentori verdi e secchi e che non pregiudichi la pulizia e la densità del frutto.

Per verificare non solo la tenuta nel tempo di questo vino, ma la sua capacità di esprimere uno stile peculiare, una personalità spiccata nel corso degli anni, abbiamo chiesto agli amici Alois Lageder e Luis von Dellemann, suo enologo da una vita, (li ringraziamo entrambi per la loro squisita disponibilità) di permetterci di compiere un’immersione verticale in questo vino straordinario. Una bellissima esperienza, effettuata lo scorso 23 aprile, un viaggio a ritroso, dal 2000 al 1984, che dimostra l’esistenza di uno "stile Löwengang", il forte carattere di un bianco che onora non solo la viticoltura altoatesina, cresciuta a livelli impensabili sino a vent’anni orsono, ma il mondo del vino italiano tout court.

Ecco la cronaca fedele e le nostre impressioni d’assaggio in questa memorabile verticale. Esprimiamo le nostre valutazioni non in centesimi, ma adottando il sistema da un minimo di una ad un massimo di cinque stelle, a nostro avviso molto efficace, utilizzato dalla rivista inglese Decanter.

Annata 2000

Note di degustazione


Il vino, ancora tutto da fare, presenta profumi molto intensi, una bella consistenza, un livello di acidità molto equilibrato nonostante la vendemmia anticipata. Potrà sicuramente avere un grande futuro.

Giudizio da "sfera di cristallo": 4 stelle

Annata 1999

Note di degustazione


Colore paglierino verdognolo di bell’intensità e vivacità, presenta un naso spiccatamente minerale, con note di pietra focaia. Si colgono ancora molto bene i lieviti che innervano un fruttato consistente e franco, con note di fiori bianchi. La bocca è di ottima consistenza con sfumature di nocciola, mandorle, burro di nocciola, che completano un frutto rotondo. Interessante la fresca acidità che dà nerbo al bicchiere. Un vino molto promettente.

Giudizio: 4 stelle

Annata 1998

Note di degustazione


Il campione del ’98 si presenta con un colore magnifico brillante molto fresco e luminoso. La freschezza si conferma il carattere distintivo anche nei profumi, veramente fragranti, fini, sapidi dove emergono i fiori bianchi, l’ananas, il cedro e gli agrumi. Il gusto è ricco e concentrato ma il vino sembra ancora molto giovane e non sprigionare interamente il proprio straordinario potenziale, che emerge solo a sprazzi, con una nota minerale spiccata, un’acidità lunga e fresca che dà lunghezza e piacevolezza al bicchiere. Un vino sicuramente molto interessante in prospettiva.

Giudizio: 4 stelle

Annata 1997

Note di degustazione


Con il 1997 il Löwengang inizia a mostrare ciò di cui è capace, dallo spettacolare colore paglierino vivace – oro traslucido e brillante al naso complesso, dove si colgono distintamente, in sequenza, note di agrumi, nocciole, fieno, mandorle, miele, accenni leggermente affumicati – speziati in una cornice di grande dolcezza ed eleganza. Al gusto è molto sapido, perfettamente bilanciato, con un frutto succoso, un gusto di caramella mou e nocciola dolcemente tostata in bocca, un finale incisivo e minerale di grande freschezza e pulizia. Vino dal grandissimo potenziale d’evoluzione.

Giudizio: 4 stelle e ½

Annata 1996

Note di degustazione


Una splendida personalità anche per il Löwengang 1996, dal magnifico colore paglierino carico / oro, con mille riflessi vivaci verdognoli, pieni di vivacità e traslucidi, dal naso variegato con note di agrumi, frutta secca, miele, fiori bianchi, tutte improntate ad una grande dolcezza e fragranza, ad un carattere spiccato. In bocca il vino si propone come una crema, dolce, fresca, avvolgente, dalla spalla sostenuta e dal finale nervoso in chiave di mandorla. Già pronto da cogliere e forse destinato ad una vita leggermente meno lunga del 1997.

Giudizio: 4 stelle

Annata 1995

Note di degustazione


Lo stacco di qualità è netto, con questo 1995 si entra nel regno dei vini super e quasi perfetti. Tutto è coerente e lineare: il colore oro nel bicchiere luminoso, vivacissimo, dai mille riflessi, il naso fortemente minerale e speziato, con note di miele, zafferano, mandorla, tostata fiori bianchi, un leggero accenno sfumato di legno dolce ad impreziosire una partitura raffinata. In bocca il vino si apre pieno, ricco, saldo, potente, ma dotato ancora di una grandissima freschezza e vivacità, di un frutto succoso che ti sembra quasi di mordere, con sfumature appena dolci di caramello e di mou. Il finale, lunghissimo, vede emergere la componente minerale.

Giudizio: 5 stelle

Annata 1994

Note di degustazione


Annata non indimenticabile il 1994, anche in Alto Adige, ed il vino palesa subito una minore personalità rispetto al 1995, con un colore bellissimo e dorato, con unghia verdognola viva, meno intenso dell’annata precedente. Il naso inizia a sviluppare aromi terziari, con accenno di fieno, funghi secchi, fiori di montagna, cioccolato bianco, caffè, leggermente tostato, miele, frutta passita, soprattutto agrumi. La bocca è di grande costruzione e densità, ma senza la finezza e la dolcezza del 1995, con un finale leggermente amaro e sapido, dove spicca la mandorla.

Giudizio: 3 stelle e ½ - 4 stelle

Annata 1993

Note di degustazione


Potremmo ripetere il discorso fatto per il 1994, ma con un décalage forse ancora maggiore. Alla lucentezza estrema e all’assoluta bellezza del colore del vino, un paglierino dorato molto caldo, fanno difatti riscontro un naso davvero molto singolare che evoca, con il suo aspetto pungente, il profumo che si coglie in un frantoio, per poi spostarsi su note agrumate. In bocca una buona crema, anche se manca leggermente di espressione e di dolcezza. E’ ancora molto vivo e nervoso, con una spiccata mineralità.

Giudizio 3 stelle e ½

Annata 1992

Note di degustazione


Con il 1992 torniamo decisamente in alto, con un meraviglioso colore oro intenso, ambrato sull’unghia, un naso molto ricco e cremoso, denso, caldo e speziato, che evoca la liquirizia in bastoncino, poi il fieno secco ed i fiori di montagna ed il miele, in una cornice di grande intensità e dolcezza. In bocca il vino mostra subito un frutto consistente e polputo, di bella dolcezza ed espressività, di forte carattere che avvolge bene e si dispone ampio e caldo. Ottima personalità.

Giudizio: 4 stelle / 4 stelle e ½

Annata 1991

Note di degustazione


Una delle grandi sorprese di questa verticale, un vino enorme e pieno di vita nonostante i suoi dieci anni. Colore oro splendido dai riflessi vivacissimi, mette subito in mostra, dal primo impatto, un naso di grande personalità, cremoso e denso, con note di caffè, tostatura, miele, frutta secca. La bocca è ancora più impressionante, con una meravigliosa crema che si dispone ampia, concentrata e senza spigoli, con note di nocciola, burro di montagna, mandorle, e poi cioccolato bianco ed una vena speziata e sapida di zafferano. Ad equilibrare questa materia importante una splendida freschezza che lascia un finale di bocca di estrema pulizia. Magnifico !

Giudizio: 4 stelle e ½

Annata 1990

Note di degustazione


Ci aspettavamo qualcosa di più, il sottoscritto e lo stesso Lageder, da questo annata celebratissima, ma il vino, nonostante il colore oro splendente carico di grande vivacità e luminosità, brillante, traslucido e pimpante, il naso complesso, caldo, variegato, di grande tessitura, con note di agrumi, albicocca secca, uvetta passita, miele, caramello e mou, denuncia un lieve calo al gusto, perché finice per non esaudire tutte le aspettative di un naso fittissimo e manca di peso centrale e di polpa. Il finale è molto fresco e incisivo, con una spiccata componente minerale.

Giudizio: 3 stelle e ½

Annata 1989

Note di degustazione


Altro vino spettacoloso. Il consueto oro brillante e traslucido nel bicchiere lascia il passo a profumi di grandissima fragranza e freschezza, e ad un bouquet fitto e complesso composto da fiori secchi, miele, burro e nocciola. In bocca una vera crema di caffè, un frutto freschissimo, incisivo, pieno di sapore e di energia, una fragranza che dall’aroma si trasmette al gusto. Un vino di spiccato stile altoatesino.

Giudizio 4 stelle e ½

Annata 1988

Note di degustazione


Nulla da dire sul colore se non definirlo spettacoloso con il suo oro intenso, caldo e traslucido. Molto bello anche il naso, fitto, variegato, con note di miele e di pietra focaia, di fieno e soprattutto di agrumi, cedro e pompelmo in particolare. In bocca più che la materia o la crema emergono una notevole freschezza, un’acidità ancora calibrata, un frutto sapido che apre ad un finale in chiave di frutta secca e di accenno di caffè. Molto interessante per i suoi 13 anni !

Giudizio 3 stelle e ½ - 4 stelle

Annata 1987

Note di degustazione


Altro vino sorprendente, a partire dal colore oro caldo sauterneggiante, traslucido, dal naso piuttosto evoluto che ricorda il 1990, con note di albicocche secche, caffè, cioccolato, funghi secchi, bouquet di spezie, frutta secca, ben mixate a comporre un’insieme caldo e suadente, ancora con una nota vivace e quasi pungente che stupisce per la sua incisività. La bocca è perfettamente coerente alle premesse aromatiche, con una bella freschezza, una dolcezza estrema, una grande pulizia anche alla fine. Molto buono, invoglia ancora al bere.

Giudizio: 4 stelle

Annata 1986

Note di degustazione


Per il 1986 e il 1985 grande valore nonostante si tratti di due annate d’antan. Nel 1986 ad un colore meraviglioso, luminoso freschissimo, pieno di vita, con riflessi che evocano l’olio extravergine d’oliva, fa riscontro un naso molto tostato ( all’epoca, mi ricorda Dellemann, venivano usate barrique con una tostatura più forte), ma espressivo, con note di miele, fieno, fiori secchi, una vena di zafferano e di cioccolato bianco, che ritroviamo perfettamente nitide in bocca, a reggere un frutto ancora vivace e dotato ancora di polpa. Il finale è in chiave di fresca acidità, senza cedimenti.

Giudizio: 3 stelle e ½ - 4 stelle

Annata 1985

Note di degustazione


Nulla da dire sul colore, oro ambrato caldo, ancora con riflessi verdolini, a sorprendere maggiormente sono il naso caldo evoluto, maturo, ma assolutamente non ossidato, con note molto fitte di cedro, scorza d’arancia, frutta candita, miele e albicocca confit ed il gusto, che palesa una saldissima costruzione, un frutto ancora succoso, una bella crema, una dolcezza calda, ben strutturata, avvolgente. Un vino tutt’altro che morto, dotato ancora di una notevole freschezza e bevibilità. Sorprendente.

Giudizio: 3 stelle e ½ / 4 stelle

Annata 1984

Note di degustazione


Non si potrebbe chiedere nulla, se non un mero valore documentale, a questo vino, ma questo 17enne, oltre a dare spettacolo per un colore da technicolor, oro senza ombra di stanchezza, ancora luminoso, fresco, giovane e pimpante, convince e sorprende per i profumi ancora molto belli e puliti, con note di olio d’oliva, frutta secca, albicocca passita, cedro, pompelmo, accenni di crema pasticcera, caffè e cioccolato a comporre un insieme cremoso e ben coeso. La stessa tessitura salda si ritrova perfettamente anche al gusto, con una struttura snella, una grande freschezza, un’acidità lunga che colpisce per la sua energia non doma.

Giudizio 3 stelle e ½

Una verticale emozionante e la perfetta dimostrazione che alla Tenuta Löwengang, nonostante il becero sabotaggio di una guida che ha l’impudenza di non nominare mai questo grande produttore altoatesino, e lo esclude senza vergognarsi, si lavora ai massimi livelli qualitativi, in tutti i vini, mettendo a segno con questo Chardonnay uno dei migliori e convincenti esempi di Chardonnay italiani new style, personalissimo e fedele al terroir dove nasce, e non perso a scimmiottare improbabili modelli borgognoni o Nuovo Mondo.

Franco Ziliani






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