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SENTIERI DEL GUSTO del 13/05/2002

Strada dei vini Chianti Rùfina e Pomino


È stato un destino maligno quello che è toccato alla zona che andiamo a descrivere in questa puntata delle Strade del Vino. Cosimo III de' Medici, nel fatidico editto del 1716 che sanciva le quattro zone d'eccellenza del vino toscano, la proiettava ai vertici della piramide della qualità incorporando la produzione vinicola sotto la denominazione Pomino. E invece, con le riorganizzazioni politico-burocratiche di questo secolo, ecco i vini della Rùfina "intruppati" nella grande famiglia del Chianti a sfidare la memoria degli elencatori delle DOC italiane; eccoli cioè ridotti a far parte di una "sottozona" della pur prestigiosa denominazione toscana, con l'"effetto schiacciamento" nella cultura enologica del consumatore che ne deriva.

E invece le particolarità climatiche della zona giustificherebbero ben altre distinzioni. Partendo da Firenze e spostandoci verso Est siamo in procinto di arrivare sugli Appennini e se da una parte il sangiovese qui riesce a maturare bene, dall'altra è un sangiovese che dà luogo a vini che possono avere grandi finezze ed eleganze grazie anche a vigneti che quasi mai vanno in stress idrico. Qui nascono vini che vengono fuori tardi, vini "da presbiti" (che vedono bene lontano) e che bisogna guardare nella prospettiva della loro evoluzione verso una longevità che può essere considerevole. Infine, soprattutto nella piccola area della denominazione Pomino dove i vigneti possono arrivare anche ai 700 metri slm, ecco la bella riuscita di vitigni bianchi da regioni "bianchiste" come il Pinot Bianco.

Descriviamo dunque l'area nella quale si sviluppa la nostra Strada del Vino: siamo nella valle del fiume Sieve, ci protendiamo verso l'Appennino ad Est di Firenze e individuiamo una spina dorsale nella SS67 che congiunge la Toscana alla Romagna, nel suo tratto arcuato che va da Sieci a Pontassieve e da qui a Rùfina. Sopra e sotto il consuero groviglio di piccole strade disseminate di aziende e di altre realtà che vanno ad arricchire il percorso dell'enoturista, per finire, protesi verso le montagne, con le località di Londa e Dicomano. Le DOC che interessando la nostra Strada sono il Chianti Rùfina DOCG e la DOC Pomino, che rispetto agli antichi dettami settecenteschi oggi è ridotta ad una piccola area.

E all'aristocrazia del Chianti Rufina dovuta, come si è detto in precedenza, all'eleganza (e talvolta all'austerità) conferita dai microclimi, ne corrisponde un'altra, forse più tangibile, che caratterizza l'aspetto umano e insieme quello paesaggistico: la antica famiglia dei Marchesi de' Frescobaldi ha qui i suoi storici insediamenti, anche se oggi la ribalta è stata loro tolta dai successivi possedimenti acquisiti a Montalcino, e assai recentemente a Bolgheri con la tenuta dell'Ornellaia in compartecipazione con Mondavi. Il Castello di Nipozzano (ricordiamo la Riserva Montesodi e uno dei grandi Cabernet Sauvignon di Toscana, il Mormoreto) e il Castello di Pomino (grande bandiera della DOC Pomino con il suo Benefizio), oltre ad essere splendide testimonianze della nostra storia, sono le sedi di una produzione vinicola di qualità applicata ai grandi numeri ed eseguita con grande entusiasmo e senso di sfida dall'enologo Niccolo' D'Afflitto.

E a questo punto viene facile tornare a parlare della nostra Strada del Vino: la caratteristica che più colpisce è la sua ricchezza di componenti, perfetta miscela di enogastronomia, arte, artigianato e aspetti paesaggistici, insomma una Strada concepita per mettere democraticamente in luce tutte le sfaccettature del contesto ambientale dove è stata istituita con grande intelligenza e anticipando i tempi, se è vero che è una delle prime (anzi la prima a quanto ci risulta) Strade del Vino toscane. Ecco dunque aziende, agriturismi, pievi, torri, castelli e la stupenda villa di Poggio Reale a Rùfina, di scuola michelangiolesca del XVI secolo e oggi sede dell'Enoteca del Chianti Rùfina e del Museo della Vite e del Vino, che dovrebbe essere la prima tappa dell'autentico turista del vino.

Lungo la "direttiva" centrale che va da Rufina a Pontassieve, troviamo subito aziende di grande interesse: prima di tutto non possiamo non menzionare la Fattoria Selvapiana (via Selvapiana 43, Rufina, tel.055/8369848) e le sue grandi Riserva Bucerchiale e Riserva Fornace. Poi, fra le altre, ricordiamo la Galiga e Vetrice (fraz. Montebonello, via Trieste 30, tel. 055/8397008) che produce sotto la guida di Franco Bernabei le belle Riserve di Chianti Rufina chiamate Campo al Sorbo e Villa di Vetrice; la Grignano (via di Grignano 22, Pontassieve, tel. 055/8398490), con la Riserva e la Riserva Poggio Gualtieri, anch'esse seguite da Bernabei. E poi la bella Tenuta Bossi (via dello Stracchino 32, Pontassieve, tel. 055/8364008) con le sue Riserve Villa Bossi e Marchese Gondi. Ma oltre alle aziende ricordiamo l'Enoteca Puliti (Via Duca della Vittoria 15, Rùfina, tel. 055/8397081), l'Agriturismo Vallebona (via di Grignano 31, Pontassieve, tel. 055/8397246) e le Ceramiche Innocenti (via di Grignano 33, Pontassieve, tel. 055/839878). E vi invitiamo, qui e altrove, a cercare e visitare le numerose Pievi sparse lungo il tragitto.

Nella zona più settentrionale del percorso, quasi "adagiata" sulla SS67 ricordiamo all'azienda Castello del Trebbio (via S. Brigida 9, Pontassieve, tel. 055/8304900) e alla sua Riserva Lastricato (ma menzioniamo anche il Pazzesco, IGT fatto di sangiovese, syrah e merlot) non possiamo non esortare alla visita del Santuario Madonna delle Grazie al Sasso, di grande suggestione.

E per finire, nel ramo Sud-Est della Strada ricordiamo ancora i suggestivi Castelli di Nipozzano (Loc. Nipozzano, Pélago, tel. 055/27141) e di Pomino dei Frescobaldi (Pomino, tel. 055/8318810), mentre in quello che più si protende verso l'appennino, in zona Dicomano, menzioniamo l'azienda Frascole (via di Frascole 27, Dicomano, tel. 055/8386340).


Associazione Strada dei vini Chianti Rùfina e Pomino
Consorzio Chianti Rùfina, Villa di Poggio Reale - Viale Duca della Vittoria 7
50068 Rùfina (Fi)
tel. 055/8399944
www.chiantirufina.it

Riccardo Farchioni




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